Crea sito

The Sinner: Recensione 3×05 – Part V

Reading Time: 3 minutes

A quanto pare il detective Ambrose ha una bella gatta da pelare. Stiamo raggiungendo la fine di questa terza stagione eppure sono ancora tanti i misteri irrisolti, e a questi se ne aggiungono altri. Vediamo di seguito cosa succede in questo quinto episodio

Questo è il nostro punteggio: 5

Classificazione: 5 su 5.

Trama

Dopo l’inseguimento avvenuto nel quarto episodio, conclusosi con l’omicidio dell’uomo sensitivo, questo quinto episodio è concentrato sull’inizio delle indagini riguardanti suddetto omicidio. Dato che il crimine è avvenuto a New York e non a Dorchester, ad occuparsi del caso è la polizia della Grande Mela, e non Ambrose. Il detective racconta i particolari sul caso che coinvolge James a Sonya che non resta di certo in silenzio e va a raccontare tutto a Leela, la moglie di James. Da questo momento in poi la vita del professore inizia lentamente a sgretolarsi: Leela lo caccia di casa perché impaurita da lui, in seguito James perde anche il lavoro dato che la polizia gli sta sul fiato sul collo, e questo è inaccettabile per i suoi superiori. A contribuire alle indagini riguardo l’omicidio del sensitivo è proprio Ambrose che fornisce alla polizia prove importanti in merito alla sera del crimine.

A quanto pare i flirt dei precedenti episodi si stanno concretizzando

Nonostante l’aiuto che Ambrose ha prestato alla detective di New York, quest’ultima sospetta del suo coinvolgimento nell’omicidio perché anche lui era presente alla festa nella quale è accaduto l’omicidio e agli occhi di tutti sembra che abbia preso a cuore James: per questa ragione, il detective viene sollevato dal suo incarico. Data la vacanza dal lavoro che gli è stata imposta, Ambrose ha modo di passare un po’ di tempo con suo nipote. Questo episodio di The Sinner si conclude con un duro scontro tra James e Ambrose avvenuto proprio davanti agli occhi del nipote del detective, che a quanto pare sembra proprio aver preso in simpatia l’ex professore.

Commento Personale

Questo episodio è stato davvero importante sotto certi aspetti perché vediamo l’emergere della vera natura di ogni personaggio coinvolto nelle vicende. Partiamo dal personaggio che fino ad ora è stato il più misterioso di tutti: Sonya. Appena Ambrose le ha riferito tutti i dettagli del caso che coinvolge James e Nick, è andata subito a spifferarlo a Leela, quasi come se non aspettasse di fare altro. In questo suo comportamento ho captato una certa nota di ripicca, come se avesse attuato una sua vendetta personale, sapendo che così facendo avrebbe rovinato la vita di James. Questo mi fa chiedere se lei abbia agito così per vendicarsi della notte dell’incidente o se tra James e lei ci fossero dei trascorsi, che James al momento non ricorda. Fatto sta che questo personaggio non me la racconta giusta e a mio parere è estremamente coinvolta con tutta la faccenda.

Passiamo ora ad Ambrose. Qualche delusione anche lui ce l’ha regalata in questo episodio. Ha sempre dimostrato grande professionalità ma con questo caso è troppo coinvolto emotivamente. Prima frequenta Sonya che è coinvolta palesemente nel caso, poi prende sotto la sua ala protettrice James: alle volte sembra quasi che voglia coprire tutti i suoi crimini. Altre volte, però, sembra che il suo lato equo e giusto venga a galla, e con vari sotterfugi e raggiri voglia incastrarlo. A questo punto è proprio Ambrose a diventare il personaggio più misterioso di questa serie, perché tutti gli altri ormai hanno svelato le proprie carte, ma lui no. La sua è tutta una tattica che sta utilizzando per la soluzione del caso, o è davvero coinvolto emotivamente da meritarsi la sospensione dall’incarico? Fatto sta che anche lui mi è scaduto miseramente, ma prima di un verdetto definitivo, non ci resta altro che scoprire come agirà ancora nei prossimi episodi.

E voi cosa ne pensate?

Unitevi alla nostra community su Facebook per parlare con noi e con altri amanti delle serie TV !! Vi aspettiamo numerosi

Pubblicato da Vespertine

Salve! Parla Vespertine. Si, Vespertine, proprio come l'album di Björk, il mio preferito. Quest'album è astrattezza e concretezza, il tutto e il niente, il massimo e il minimo. Insomma, Vespertine sono io.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: