The Others – Recensione Film 2001

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Dopo quasi un ventennio dalla sua messa in onda nelle sale cinematografiche, The Others è certamente un classico del cinema horror-gotico. Spiriti, manieri in lande inglesi, un secondo dopoguerra sconvolgente: sono questi i punti chiave di questo terrificante film!

Siamo nel 1945. Protagonista del film è una donna di nome Grace che vive con i suoi due figli Anne Nicholas. I due bambini sono affetti da una grave malattia della pelle che non permette loro di stare a contatto con il raggi solari, infatti, Grace è sempre costretta a coprire le finestre e chiudere ogni porta a chiave:

“Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”

E’ questa la frase più famosa del film, detta dalla stessa Kidman che interpreta il ruolo di protagonista. Dopo l’arrivo di tre domestici, strani eventi iniziano a verificarsi all’interno della casa, luogo dove si svolgono tutte le vicende del film. A detta della figlia più grande di GraceAnne, per casa girano delle presenze che corrispondono alla descrizione di una donna, un uomo, un bambino chiassoso di nome Victor e un’anziana donna somigliante molto a una strega.

Il cast di cui è composto questo film ha fatto un lavoro eccellente, dai più grandi ai più piccoli. Kidman ha dato sicuramente il meglio di sé, come entrambi gli attori che interpretano i figli di GraceAlakina Mann e James Bentley, così piccoli e già pieni di talento. Per non parlare dei tre domestici, interpretati da Fionnula Flanagan, Elaine Cassidy e Eric Sykes, i cui ruoli sono davvero importanti nel film, e tutti e tre gli interpreti sono riusciti a fare un lavoro eccezionale!

Regia e sceneggiatura sono stati affidati a Alejandro Amenàbar, che in poche stanze e qualche esterno è riuscito a tirar su un film davvero sconvolgente e ricco di colpi di scena. La trama è scorrevole nonostante ci siano alcuni momenti molto lenti, ma che comunque riescono a tener incollato lo spettatore allo schermo, senza causare noia o pesantezza. L’elemento horror si amalgama bene al gotico e al quadro storico in cui è ambientato il film: sinceramente parlando, per alcune scene ho dovuto distogliere lo sguardo tanto che mettevano ansia! Di film horror di questo genere se ne vedono pochi al giorno d’oggi.

Anche le musiche sono state affidate ad Alejandro Amenàbar, molto leggere e semplici, ma che associate alla scena giusta riescono a ricreare l’atmosfera adatta per tutto il film. Dopo 17 anni questo film pluripremiato è ormai diventato un pezzo grosso del cinema, e a distanza di così tanti anni è sempre un piacere rivederlo, ogni volta come se fosse la prima. Un film davvero intramontabile.

 

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Pubblicato da Faty Quarantino

since 1998.... sono appassionata di libri, film, ma soprattutto serie tv. di cui amo parlare .. è inutile specificare che posso guardarne a centinaia.

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